Clinica vs. teoria
Bene, una volta delineati gli schieramenti titanici di uno scontro che dura da un secolo o giù di lì, possiamo delineare quella potrebbe essere semplicemente una via di mezzo: la non-teoria sugli attacchi di panico.…
Bene, una volta delineati gli schieramenti titanici di uno scontro che dura da un secolo o giù di lì, possiamo delineare quella potrebbe essere semplicemente una via di mezzo: la non-teoria sugli attacchi di panico.…
L’angoscia è una sensazione di oppressione difficile da definire e descrivere in termini percettivi. Chiunque nel corso della propria vita ha sperimentato o si trova a sperimentare questo segnale che diviene più o meno acuto…
“Tutto all’improvviso, con grande rumore. La mente vacilla e tutto si trasforma negativamente e spaventosamente. Il corpo esplode, con potenza devastante e la mente, non riesce a contenere e registrare contemporaneamente tutto quel gran fracasso…”…
A volte è utile confrontare approcci teorici che stanno agli antipodi tra loro, come la psicoanalisi e la psicologia cognitivo-comportamentale prendendo quanto di utile vi sia nelle due filosofie per meglio comprendere il fenomeno ed introdurre un modello pratico della natura degli attacchi di panico. Uno scopo importante di un tale modello è quello di rendere più efficaci gli sforzi per affrontare il problema, non solo dal punto di vista del clinico, ma anche e soprattutto dalla persona che soffre di attacchi di panico.Lo scopo secondario dell’impianto conoscitivo teorico del modello è quello di sottolineare l’importanza della psicoterapia per la risoluzione del sintomo in questione.